Spreco alimentare: numeri e statistiche di un problema mondiale

Spreco alimentare: numeri e statistiche di un problema mondiale
4 Novembre 2018 Consorzio quadrifoglio

SPRECO ALIMENTARE: NUMERI E STATISTICHE DI UN PROBLEMA MONDIALE

Lo spreco alimentare impoverisce il nostro pianeta in quanto rappresenta anche uno spreco delle risorse utilizzate come terra, acqua, energia. Produrre cibo che non sarà consumato comporta inutili emissioni di co2 oltre alla perdita di valore economico del cibo prodotto. La lotta allo spreco alimentare rappresenta dunque un punto di grande importanza negli sforzi per combattere la fame, aumentare il reddito e migliorare la sicurezza alimentare nei paesi più poveri del mondo.

Lo spreco alimentare è un argomento difficile da trattare. Basti solo pensare che non esiste ancora una sua definizione univoca né a livello istituzionale, né nella letteratura scientifica specializzata. La FAO definisce lo spreco alimentare come qualsiasi sostanza sana e commestibile che – invece di essere destinata al consumo umano – viene sprecata, persa, degradata o consumata da parassiti in ogni fase della filiera agroalimentare. Si tratta di prodotti perfettamente utilizzabili, ma non più vendibili, in quanto perdono le caratteristiche di “merce”, ma non di “alimento”, e che sono destinati a essere eliminati e smaltiti, in assenza di un possibile uso alternativo.

Se lo spreco alimentare fosse una città sarebbe grande dieci volte Manhattan, lo dice la Ricerca del The Boston Consulting Group ma giacché siamo in Italia, lo traduciamo in geografia locale: lo spreco alimentare attualmente copre un’area vasta come la Provincia di Rimini. Trasponiamo adesso il dato geografico in soldoni. Ogni anno nel cestino vanno a finire 1.200 miliardi di dollari, e tra 12 anni questi diventeranno 1.500 miliardi.

Le Nazioni Unite vorrebbero dimezzare lo spreco entro il 2030, ma nonostante le iniziative di legge e gli obiettivi fissai dall’ONU la strada è ancora lunga.

Lo spreco: dalla fase iniziale a quella finale

spreco alimentare

Siamo educati a pensare che lo spreco coincida con il momento in cui buttiamo qualcosa di scaduto o non, ma lo spreco alimentare globale riguarda tutte le fasi della filiera, dalla fase iniziale, quella produttiva, a quella finale, ovvero il consumo.

Dal Report Tackling the 1,6 Billion Ton Food Loss and Waste Crisis di Bcg è risultato che, a causa delle carenze nelle tecniche produttive e di raccolto, oltre che ai ritardi nelle infrastrutture per il trasporto, sono i Paesi emergenti quelli che sprecano nella fase iniziale, mentre noi che a petto in fuori ci classifichiamo tra gli industrializzati siamo i protagonisti assoluti dello spreco alimentare che avviene in fase finale (il consumo).

L’abbondanza di offerta, l’utilizzo di forme di packaging inadeguate, la mancanza di maturità dei consumatori e campagne promozionali sbagliate moltiplicano il volume degli scarti e di conseguenza dei dati globali legati allo spreco alimentare.

Attualmente buttiamo un terzo della produzione globale di cibo nella pattumiera e se non ci saranno interventi decisi, tra 12 anni butteremo 2,1 miliardi di tonnellate di cibo, per un valore di 1.500 miliardi di dollari. Numeri difficili da accettare se pensiamo che dall’altra parte del Mondo il problema della fame secondo i dati OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riguarda 870 milioni di persone.

Conseguenze dello spreco alimentare

Quali sono le conseguenze? Gli effetti negativi dello spreco alimentare sono abbastanza noti, ma è sempre bene ribadirli. Tra questi c’è il problema ambientale delle emissioni di gas serra, di cui il cibo non consumato, che diventa impropriamente rifiuto, ne è responsabile per l’8% a livello globale. Tra le conseguenze economiche va ricordato che, gli sprechi alimentari generano una grande quantità di rifiuti evitabili il cui smaltimento contribuisce a mantenere elevato il costo del servizio e il livello del corrispondente prelievo tributario.

Non dimentichiamo inoltre, l’enorme sperpero energetico legato al cibo ancora commestibile che viene buttato. Qui si parla di duplice spreco in quanto si perde sia l’energia contenuta nel prodotto sia quella utilizzata nel processo produttivo. Uno spreco che si triplica in quanto serve consumare altra energia per smaltire alimenti divenuti impropriamente rifiuti.

Una ricerca dell’Università di Stoccolma ha quantificato l’input energetico occorrente per un cheeseburger servito nei fast food in un valore variabile fra le 7.500 e le 20.000 kcal/kg.

Noi consumatori finali (di cheeseburger e non) vogliamo ancora esonerarci dalla responsabilità sociale a cui siamo chiamati, per ridurre e impedire lo spreco alimentare?

Come contrastare lo spreco alimentare

Sviluppare la consapevolezza sul cibo, sull’ambiente e quindi sui problemi originati e collegati allo spreco alimentare è probabilmente il primo passo che la nostra società può fare per contrastarne le conseguenze negative.

Lo spreco alimentare è stato oggetto negli ultimi anni di grandi attenzioni, con molteplici iniziative di legge.

In Europa Il senso di responsabilità sociale inizia a muoversi tra le aziende della filiera alimentare, nel recupero degli scarti, nell’efficientamento dei processi, nella conversione degli sprechi in valore, in una logica di sistema a favore di imprese e comunità.

La Francia si è dotata per prima della sua legge contro lo spreco alimentare, nel 2016, impedendo alle grandi catene alimentari di gettare cibo o di rendere le derrate invendute, non più consumabili. Un tentativo di ridurre i circa 8 milioni di tonnellate di cibo che ogni anno vanno a finire nel cestino.

È del 2016 anche la legge italiana “anti-spreco” (166/2016), nota anche come legge Gadda, che prevede delle agevolazioni per i donatori ed offre la possibilità ai comuni di incentivare con una riduzione della tassa sui rifiuti, chi dona alle organizzazioni non profit.

Se si riuscisse a replicare queste iniziative su scala globale si potrebbe abbattere lo spreco (e i costi) per almeno 700 miliardi di dollari ogni anno, centrando così gli obiettivi Onu.

Non solo lotta allo spreco in fase finale, ma anche riduzione dello spreco durante le varie fasi della filiera produttiva. In Italia iI progetto di Ricerca SO.FI.A sostenuto dal Ministero e dal CL.A.N. (Cluster Agrifood Nazionale) intende fornire un contributo importante all’obiettivo della sostenibilità dell’industria agroalimentare nazionale attraverso la ricerca di soluzioni tecnologiche innovative che interessano le principali filiere produttive che impattano sull’intero ciclo di produzione, trasformazione e consumo finale.

Spreco alimentare e nuove tecnologie

E a proposito di soluzioni tecnologiche, perché non sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia per creare un nuovo modello di consumo? Perché non eliminare lo spreco alimentare creando un ecosistema virtuoso in cui tutti gli attori coinvolti possano trarre beneficio dalla cooperazione gli uni con gli altri? Perché non trasformare questa cooperazione nella fonte di vantaggio competitivo di questo nuovo modello di consumo? Perché non farlo nel modo più semplice in assoluto: direttamente dal nostro smartphone?

Il progetto c’è, si chiama PREFE ed è stato presentato da Softline alla Commissione Europea all’interno del programma Horizon 2020, partecipando al bando per l’Open Disruptive Innovation (ODI) per le Piccole e Medie Imprese (PMI) al fine di ottenere un finanziamento a fondo perduto da destinare allo sviluppo del progetto. Ha le potenzialità per raggiungere un obiettivo così ambizioso come eliminare lo spreco alimentare.

Ottimismo verso il futuro

Noi italiani abbiamo una fama internazionale quanto a visioni Leopardiane del futuro, ma vogliamo guardare positivamente ai prossimi anni, fiduciosi nell’acquisizione di consapevolezza da parte di ogni consumatore, fiduciosi in chi lavora attivamente ogni giorno per contrastare lo spreco, fiduciosi in quel +20% sulla media nazionale nelle donazioni di cibo e di altri beni, registrato a 2 anni dalla legge Gadda.

Sarà proprio la deputata Maria Chiara Gadda la protagonista del Convegno sullo spreco alimentare organizzato da Softline che si terrà a Ecomondo Giovedì 8 Novembre.

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